domenica 13 dicembre 2009

Fine anno tempo di bilanci

Il 2009 sta finendo e difficilmente qualcuno lo rimpiangerà. Non lo rimpiangeranno certo i risparmiatori di tutto il mondo, che hanno visto da un lato i principali listini azionari mondiali rischiare un crack nel primo trimestre per poi rimbalzare con violenza nei sette mesi successivi, prima di tirare il fiato proprio nell'ultimo bimestre. Non lo rimpiangeranno perchè se anche hanno voluto investire in bond si sono dovuti accontentare di tassi modesti, a meno di non spingersi su scadenze più elevate o nel comparto dei bond aziendali, in entrambi i casi tornando a dover sopportare una volatilità che non è paragonabile alle montagne russe delle borse ma di questi tempi può comunque spaventare.

Non saranno soddisfatti neppure i contribuenti, visto che ovunque nel mondo (e probabilmente anche in Italia nei prossimi mesi) le tasse anzichè ridursi come puntualmente promesso dai vari governi stanno alzandosi, per riuscire a finanziare la montagna di miliardi di euro e dollari necessari a tenere in vita le banche e i principali gruppi finanziari (dopo che la decisione di lasciarne fallire alcune come Lehman Brothers si è rivelata disastrosa). Il tutto mentre le aziende con una rapidità e ferocia che non ha molti precedenti hanno avviato drastiche ristrutturazioni per cercare di difendere il più possibile i propri margini d'interesse. Risultato: non solo i nostri risparmi rendono sempre meno e in modo sempre più "a rischio", ma abbiamo sempre meno capitali da poter risparmiare, tra un reddito incerto e un fisco sempre più opprimente.

Non a caso secondo una recente indagine di Janus Capital che noi di 6 In Rete abbiamo letto e commentata per Affaritaliani.it (uno dei nostri clienti in rete, come pure Fondionline.it, Bluetg.it e SLnn.it), i timori principali degli europei (ma probabilmente la stessa cosa potrebbero dire americani e giapponesi) sono: la stretta creditizia, l'insicurezza del posto di lavoro e la percezione di un eccessivo indebitamento. In simili condizioni le persone tendono ovviamente prima di tutto a utilizzare il risparmio per ridurre il debito, non per aumentare i consumi o l'investimento. Il che è sicuramente un segno di saggezza, ma in economie come le nostre basate in modo preponderante sui consumi (il Pil Usa dipende dai consumi per il70% ad esempio) questo significa che l'eredità del 2009 sarà una ripresa, se e quando si manifesterà, molto debole per molti anni.

Riuscire a capire che succede sui mercati finanziari, dove poter trarre qualche performance con cui irrobustire il proprio risparmio e quali rischi evitare sarà pertanto ancora più importante che non quando i mercati crescono, il lavoro è sicuro e gli stati tagliano le tasse, consentendo a tutti di potersi dedicare all'ardua scelta se andare in vacanze alle Maldive o nei Caraibi. Noi di 6 In Rete facciamo di mestiere gli analisti e commentatori per siti, giornali, piccoli istituti che non vogliono sobbarcarsi l'onere di creare e sostenere un proprio ufficio studi. Continuate a seguirci e contattateci per eventuali progetti (l'ultimo che stiamo seguendo è Soldi, il nuovo settimanale economico del gruppo Blue Financial Communications, per il quale realizziamo periodicamente dei "focus" tematici), di sicuro troverete il modo di offrire contenuti premium di ottima qualità alla vostra clientela a costi accessibili. Il che in un periodo dove ogni singolo euro o dollaro investito conta, non è certamente un'offerta da sottovalutare.
Buon 2010 a tutti e a presto risentirci.

domenica 6 dicembre 2009

Comunicazione: il nuovo avanza anche in Italia

Fa strano scrivere di Seeking Alpha, un sito che Diego Pastorino ha sempre guardato come esempio a cui ispirarsi per il suo ultimo sogno, Robin Hood, un portale informativo su temi economico-finanziari cui avrebbero dovuto contribuire alcuni dei migliori e più indipendenti autori italiani (e che avrei dovuto coordinare), a poco più di tre mesi dalla scomparsa di Diego. Seeking Alpha ha appena raccolto altri 4 milioni di dollari di finanziamento e questa non è che l'ulteriore prova del rinnovato interesse per le dot.com da parte degli investitori privati americani. Investitori che tutto sono meno che enti benefici, segno che ricavare soldi da internet è giudicato possibile, che vendere servizi, commenti, analisi è giudicato credibile, che i temi legati alla trasformazione dell'informazione, specialmente dopo lo tsunami economico-finanziario che si è abbatuto sui principali mercati mondiali in quest'ultimo paio d'anni sembra lentamente lasciar spazio ad una ripresa che si preannuncia debole e incerta ma intanto è già uno sgombrare le macerie di quanto c'era prima per far spazio a quello che di nuovo potrà esserci.

Questo almeno nei paesi "normali", visto che in Italia restiamo nel bel mezzo dell'eterno processo di mutamento di una classe politica immutabile e di una società dove, sono parole del Censis (si veda il Rapporto Annuale 2009), "Quel «non saremo più come prima» che un anno fa dominava la psicologia collettiva è mutato in un «siamo sempre gli stessi». Abbiamo resistito alla crisi riproponendo il tradizionale modello adattativo-reattivo: non abbiamo esasperato il primato della finanza sull’economia reale, le banche hanno mantenuto un forte aggancio al territorio, il sistema economico è caratterizzato da una diffusissima e molecolare presenza di piccole aziende, il mercato del lavoro è elastico (si pensi al sommerso) e protetto (si pensi al lavoro fisso e agli ammortizzatori sociali), le famiglie sono patrimonializzate. La crisi ha finito per rallentare il processo di uscita dal puro adattamento intravisto lo scorso anno, quando all’orizzonte si presentava quasi una «seconda metamorfosi», dopo quella degli anni fra il ’45 e il ’75".

Eppure, nonostante oltre il 50% della popolazione resti estranea al web (solo il 48,5% degli italiani accede sia pure sporadicamente a internet secondo il Censis), anche in Italia cresce il successo dei social network: "Sono 19,8 milioni gli italiani che hanno confidenza con almeno uno dei tanti social network esistenti. La conoscenza di Facebook e YouTube è massima tra i giovani di 14-29 anni (il 90,3% e l’89,2% rispettivamente), risulta elevata tra gli adulti (il 64,2% e il 64%) e scende notevolmente solo tra gli anziani (il 24,6% e il 22,9%), tra i quali è l’uso ad essere praticamente nullo (intorno all’1,5%). Più della metà dei giovani, invece, utilizza Facebook (56,8%) e più di due terzi YouTube (67,8%), e non è trascurabile l’impiego di YouTube anche tra gli adulti (23,5%)" ricorda il centro di ricerche.

Se consideriamo che da più parti si continua a soffrire l'assenza di pluralismo e indipendenza delle fonti informative, se pensiamo alla penuria di contenuti resi evidenti dal passaggio a un digitale terrestre (raffazzonato, forzato, per nulla necessario e probabilmente nato già vecchio e destinato a breve vita prima di essere definitivamente soppiantato dalla Iptv, ma intanto entrato a forza nelle case degli italiani) che ha moltiplicato i canali con questo rendendo palese come i palinsesti siano scarsi e come si sia costretti a saccheggiare continuamente gli archivi pur di proporre qualcosa tra uno stacco pubblicitario e l'altro, se consideriamo tutto questo... è ogni giorno più evidente come Diego Pastorino, il sottoscritto e quanti altri erano stati sul punto di dar vita a quest'ultima avventura avevano visto giusto.

La storia è piena di senno di poi, di battaglie perse che si sarebbero potute vincere, di geni incompresi e di piccoli e grandi uomini morti prematuramenti. Io personalmente e tutta 6 In Rete Consulting con me restiamo a disposizione di chi vorrà sfruttare la nostra esperienza, il nostro entusiasmo, la nostra voglia di fare per riprendere il discorso e pensare a nuovi contenuti, nuovi format, nuovi business model per veicolare prodotti e servizi nell'ambito della comunicazione e analisi finanziaria in grado di affrontare le sfide del XXI secolo. Dalla nostra abbiamo anni di progetti, lavori, esperienze fatte e condivise con alcuni dei migliori attori italiani, oltre a una rete di contatti con professionisti e aziende di tutto il mondo. Se a qualcuno interessa investire si faccia avanti, altrimenti attendetevi qualche sorpresa nel corso del 2010 stesso da 6 In Rete. Il mondo va avanti e non sarà un establishment incancrenitosi su posizioni anacronistiche e sempre più allo sbando dietro pochi presunti "leader" plurisettantenni a interrompere il nuovo che avanza. Neppure in Italia.

Luca Spoldi, Cefa* Founder and Ceo www.6inrete.it *Certified European Financial Analyst

sabato 5 settembre 2009

La scomparsa di Diego Pastorino

La scomparsa di Diego Pastorino è di quelle che lasciano cicatrici profonde nell'animo di chiunque l'abbia conosciuto. Ma dovrebbero lasciarne forse di ancora più profonde nella coscienza civile di un paese che non ha saputo, se non in minima parte, sfruttarne l'eccezionale correttezza, sobrietà di giudizio, capacità immaginativa e amore per l'informazione indipendente.

Diego, fondatore e a lungo presidente di Soldionline.it (ci eravamo conosciuti proprio allorchè, nel 2004, 6 In Rete Consulting iniziò a fornire un servizio di notiziario online e rubriche di approfondimenti tematici sui mercati finanziari e sulla previdenza integrativa), se ne è andato in punta di piedi il 24 agosto scorso, sconfitto da un tumore diagnosticatogli solo pochi mesi prima. Non ne aveva fatto parola se non con pochissimi (i familiari, gli amici più cari), con la tassativa promessa che non divulgassero informazioni in merito a nessuno. Aveva continuato a lavorare, anzi si era applicato con una foga persino superiore al consueto entusiasmo, fino all'ultimo. Oltre a una moglie e una figlia di otto anni Diego, scomparso all'età di 51 anni, lascia una folla di amici, che l'hanno salutato un'ultima volta il 26 agosto all'Abazia di Chiaravalle, dove una folla di almeno 300 persone ha presenziato alla cerimonia funebre.

Ma Diego Pastorino lascia dietro di sè anche altro, una ricca dote di idee, progetti, spunti, che meriterebbero di veder la luce. Diego aavrebbe dovuto costruire, partendo dall'esperienza di Robin Hood, l'ultimo suo "figliolo" online, un nuovo circuito editoriale in grado di unire vecchi e nuovi media, specializzato in ambito finanziario, caratterizzato da un'assoluta indipendenza e da un elevato tasso di professionalità degli autori e dei partner coinvolti nell'iniziativa.

Mi onora pensare che a dirigere la "macchina" Diego aveva pensato (e proposto ai suoi futuri soci, che avevano accettato senza discutere, conoscendo il suo "fiuto" nel valutare e selezionare le persone) potessi essere io, Luca Spoldi, analista finanziario dal 1998, un passato da ex addetto di marketing e comunicazioni finanziarie per ING Sviluppo e Finanza & Futuro Fondi, poi divenuto analista (appunto) e gestore per Finanza & Futuro Fiduciaria e Borsaconsult Sim e, dal 2000, messomi in proprio con 6 In Rete Consulting per non accettare compromessi che ritenevo impropri e per provare a dimostrare a tutti che la qualità fa premio sulle relazioni anche in Italia.

Non c'è riuscito Diego, stroncato dal male proprio sull'ultimo traguardo della sua avventura professionale e umana, perchè Diego, come il sottoscritto, non ha mai disgiunto le due cose, non ha mai fatto un mestiere solo per i soldi accettando qualsiasi compromesso per accrescere il suo potere o il suo conto in banca. Ora del progetto non resta che un business plan e i soci residui, che forse vorranno forse no continuare. Resta una profonda amarezza perchè è forte la sensazione che in Italia spazi per una informazione indipendente non ve ne siano o siano molto modesti, anzi il concetto di indipendenza pare impaurire le persone, "a prescindere" dalla loro coloritura politica o dal loro mestiere. Resta il senso di vuoto e di scoramento dovuto alla scomparsa di un amico col quale era costante lo scambio di battute, di idee, di provocazioni (e di riflessioni da entrambe le parti).

Come analista finanziario indipendente e come fondatore e responsabile di 6 In Rete Consulting sono e sempre sarò pronto a sostenere chiunque disponga di un buon progetto imprenditoriale e sia pronto a rischiare insieme a me per farlo emergere. Questo resta vero per il progetto di Diego (che vorrei veder partire in qualche modo, anche per poter mantenere viva la memoria del suo ideatore) come per qualsiasi altra nuova proposta. Se a qualcuno interessa, i recapiti di 6 In Rete Consulting sono facilmente reperibili, le informazioni sul nostro conto e sul mio percorso professionale pure, dunque... stiamo a vedere se veramente l'indipendenza, la correttezza e la competenza sono valori di cui si sente necessità o solo ennesimi, logori, slogan buoni per tutte le occasioni.